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TikTok minaccia la nostra privacy?

Facebook ha appena compiuto vent’anni, YouTube diciannove e Instagram dieci. TikTok ne ha solo otto, eppure il suo enorme successo internazionale porta con sé una serie di interrogativi su privacy e sicurezza dei dati. Ma quali sono i pericoli dietro al social media più popolare del momento? 

Partiamo da un fatto. Di recente la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una legge che vieterebbe l’uso di TikTok negli USA, se la società cinese ByteDance non si separasse completamente dall’applicazione. Ora la palla passa al Senato che dovrà vagliare il provvedimento. Si tratta di un evento del tutto inedito e che ci mostra come il mondo virtuale sia legato a filo doppio con quello reale.


Cos’è TikTok

TikTok non è solo una semplice app per condividere video divertenti, ma rappresenta un vero e proprio fenomeno globale, così esplosivo da influenzare le relazioni internazionali tra le più grandi potenze al mondo. Il suo successo deriva dalla formula con la quale è stato concepito: si possono condividere solo brevi video, fruibili grazie ad un’esperienza immersiva, rigorosamente a schermo intero. I content creator e gli utenti di tutto il mondo hanno subito dimostrato un forte interesse nel popolare questo nuovo social che presto si è animato di balletti, challenge virali, sketch comici, ma anche contenuti politici o video totalmente no sense. Si può dire che TikTok contenga davvero di tutto, ma l’aspetto più rivoluzionario, che potrebbe aver portato alla sua rapida ascesa, è dato anche dal suo algoritmo molto avanzato, capace di restituire un feed altamente personalizzato e in grado di trattenere i suoi utenti dentro l’app per molto tempo. Ma c’è un ma. Qual è il prezzo da pagare per le forme di intrattenimento innovative, offerte dalla piattaforma?


Il lato oscuro di TikTok

Se c’è un  lato oscuro in questa piattaforma è sicuramento quello della sua politica sulla privacy dei dati. Come qualsiasi altro social media, anche TikTok raccoglie una vasta gamma di informazioni sugli utenti: da quali contenuti guardano alla loro posizione geografica, fino a quali dispositivi utilizzano per accedere all’app. I dati raccolti sono elaborati da TikTok per migliorare l’esperienza degli utenti e per vendere gli spazi più adeguati agli inserzionisti che si occupano di social media advertising. Fin qui, niente di strano. Tuttavia, l’uso massiccio dei dati da parte di TikTok alimenta dubbi e genera allarmi sulla manipolazione del comportamento degli utenti e sulla loro vulnerabilità.

Una delle preoccupazioni principali riguardo a TikTok è il legame con la Cina. La versione cinese dell’app è molto diversa da quella occidentale. A quanto pare, i contenuti divertenti e virali sono caratteristici del TikTok occidentale, mentre la versione cinese propone ai suoi utenti molti più contenuti educativi e informativi. Questa diversificazione dell’algoritmo fuori e dentro la Cina ha portato alcuni osservatori a supporre che ci sia la volontà di influenzare il pensiero e il comportamento degli utenti in modi diversi a seconda del contesto culturale.

Ma non è finita qui. Il social media del momento è di proprietà di ByteDance. L’azienda è costretta a riferire con il governo cinese, esattamente come tutte le altre società della Repubblica Popolare. Questo significa che tutta la mole di informazioni su un miliardo di utenti mensili può essere utilizzata per scopi di sorveglianza e manipolazione. Un pericolo che ha portato diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti e l’India, a considerare di vietare TikTok per motivi di sicurezza nazionale.


Bannare TikTok serve davvero a qualcosa?

Nel 2020, l’India ha vietato TikTok a oltre 150 milioni di utenti indiani. Tuttavia, un’indagine di Forbes rivela che i dipendenti di ByteDance e TikTok possono ancora accedere a dati sensibili degli utenti indiani acquisiti fino al 2020. L’accesso a questi dati ha generato allarmi e preoccupazioni sulla privacy dei cittadini indiani. 

Il timore che TikTok possa rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale ha portato molti legislatori in tutto il mondo a considerare di bannare l’app. Ma l’esperienza dello stato indiano ci insegna che vietare il social cinese potrebbe risolvere solo alcuni problemi, senza affrontare questioni più profonde legate alla privacy dei dati e alla manipolazione del comportamento online.

TikTok rappresenta una delle sfide più significative nel panorama dei social media moderni. Se da un lato offre un’esperienza coinvolgente per milioni di utenti, dall’altro solleva importanti questioni sulla messa in sicurezza dei dati. È fondamentale affrontare questi problemi con un approccio bilanciato, senza compromettere il progresso dell’innovazione tecnologica e la libertà degli utenti in rete.


Il ban si avvicina 

Il futuro di TikTok negli USA è sempre più incerto, appeso a un filo sottilissimo. Pochi giorni fa, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha votato un disegno di legge che potrebbe portare al divieto di TikTok nel paese o alla sua vendita forzata. Questo disegno di legge, approvato a marzo ma bloccato successivamente al Senato, è stato rilanciato estendendo a un anno il termine ultimo per la cessione della ByteDance a una compagnia statunitense. Joe Biden ha già dichiarato che appoggerà l’avanzare della proposta di legge. Di contro, il vicepresidente di TikTok Michael Beckerman, appellandosi al primo emendamento della costituzione, giudica il disegno di legge incostituzionale e promette di difendere TikTok nei tribunali, finché non sarà fatta giustizia.

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